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22.12.16 - La sanità riparte dall’assistenza

di Stefano Bazzana

Recentemente ho avuto modo di incontrare il coordinatore del tavolo tecnico sulle competenze insediato presso il ministero della salute, Dr. Zega, che in quei giorni aveva appena consegnato il documento di sintesi dei lavori, ora all’attenzione della Conferenza Stato Regioni. Nel documento licenziato la presa in carico degli assistiti, territoriale e ospedaliera prevede un modello che si caratterizza per la capacità, da parte di tutti gli attori, di porre finalmente la persona al centro del percorso di cura, puntando all’integrazione dei saperi ed alla personalizzazione dell’assistenza.

Per i professionisti infermieri sono quattro i nuovi ambiti in questo modello che prevede percorsi di cura integrati tra ospedale e territorio e viceversa: l’infermieristica di famiglia-comunità, l’assistenza infermieristica domiciliare, l’assistenza infermieristica ambulatoriale e gli ospedali di comunità (es. POT).

Tenendo conto di come si modifica la domanda (pazienti sempre più anziani, pluripatologici, fragili) va riorientata l’intera offerta assistenziale che, da un lato promuova efficaci strategie preventive superando la cosiddetta “medicina d’attesa” e, dall’altro, garantisca realmente la continuità assistenziale. In tal senso anche nell’incontro con l’assessore regionale al Welfare abbiamo ricordato il recente Piano nazionale per la cronicità, in cui gli infermieri sono indicati come quei professionisti in grado di conseguire buoni risultati nell'esercizio della funzione di "care management", quindi nella gestione della continuità ospedale-territorio e del lavoro in rete.

Nel corso di tutto il 2016 il nostro Collegio è stato impegnato su questi temi nei diversi gruppi di lavoro condotti dai Collegi Lombardi con il supporto metodologico della SDA Bocconi di Milano. Abbiamo investito molte energie, sia in termini di risorse umane sia economiche, nella progettazione e sperimentazione di alcune proposte (vicine alla nostra professione) contenute nella Legge 23/2015. Nei principi e nelle intenzioni, la riforma del Servizio Sanitario Regionale, si caratterizza per la volontà e l’ambizione di cambiare profondamente il sistema di erogazione dei servizi. A partire dal passaggio “dalla cura al prendersi cura” che coinvolge pienamente la professione infermieristica.

Attualmente lavorano quattro gruppi paralleli, che rispetto allo startup di inizio 2016 si sono parzialmente modificati e sono evoluti nelle seguenti 4 aree: Infermiere di Famiglia, PreSST, POT e Portale dell’emergenza. Alcuni documenti, emersi ad esempio dal primo gruppo di lavoro, sono stati alla base delle riflessioni fatte con i principali responsabili della Sanità lombarda e contribuiranno alla definizione dei prossimi decreti regionali.

Speravo inoltre, come più volte annunciato dalla Federazione e dalla senatrice Silvestro, di poter chiudere questo editoriale (e l’anno 2016) con la notizia dell'istituzione dei nuovi Ordini. E’ stato approvato a giugno in Senato il Ddl 1324 dopo che era stato bloccato per quindici mesi in Commissione Bilancio e sono stati approvati alcuni emendamenti che richiamano la trasparenza e rendono obbligatorio il parere sull’esame di abilitazione. Ora il testo è all’esame della Camera che avrebbe dovuto a breve apportare le integrazioni. Comunque, vista anche l’instabilità politica, speriamo che il disegno di legge vada in porto e che si costituisca così l’Ordine degli infermieri in cui avremo due Albi: Albo degli infermieri e Albo degli infermieri pediatrici.

Termino allora con una buona notizia per la professione: il TAR del Lazio ha respinto il ricorso dell’Ordine dei medici di Roma contro il See&treat infermieristico affermando che non solo è lecito, ma serve a migliorare il servizio, accorciare le liste di attesa e soddisfare con più efficienza i bisogni dei cittadini. Nell’ultimo numero di Tempo di Nursing abbiamo pubblicato il testo integrale della sentenza con il commento.

Buona lettura e Buone Feste a voi e alle vostre famiglie.

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