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Intervista a Mario Schiavon, Presidente Enpapi

Enpapi LOGOLo scorso 26 settembre siamo stati all'incontro che Enpapi ha organizzato con i liberi professionisti della nostra provincia.

A rappresentare l'ente erano presenti la Referente Provinciale Giovanna Bertoglio, il Dr. Marco Bernardini (Direttore Generale Vicario) e Mario Schiavon, Presidente nazionale di Enpapi.

L'incontro, a cui ha partecipato un buonissimo numero di liberi professionisti singoli e associati (fra cui diversi rappresentanti di Unilpa, l'Unione dei Liberi Professionisti Associati), è stato caratterizzato da un fitto scambio di impressioni che ha riguardato questioni previdenziali, ma anche il momento attuale della libera professione.

Abbiamo dunque approfittato della disponibilità del Presidente Schiavon per porgli alcune domande sul rapporto fra libera professione e giovani.

D: Ci può raccontare brevemente la sua storia di libero professionista?
R: La mia storia professionale si è sviluppata nell'ambito dell'insegnamento, prima nell'ambito delle Scuole Infermieri (1987) per poi passare a quello universitario (1996). Mi sono avvicinato alla libera professione all'inizio degli anni duemila. Come è noto, dopo la nazionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale ed il successivo passaggio alle regioni, il comparto sanitario ha iniziato a subire una serie di tagli di spesa, che proseguono ancora oggi e che hanno condotto allo sviluppo di forme di esercizio libero-professionali. Negli anni successivi mi sono anche dedicato alla politica professionale, prima presso il Collegio Ipasvi di Gorizia con la carica di Presidente poi in Federazione Ipasvi come revisore, e successivamente all'Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza della Professione Infermieristica (Enpapi). Oggi proseguo l'attività nel mondo dell'insegnamento e della formazione, come libero professionista.

D: Com'è cambiata nel frattempo la libera professione?
R: La libera professione infermieristica si è molto evoluta. Dopo le prime esperienze, quasi pionieristiche, si è passati a forme più strutturate. Lo testimoniano anche i dati che si desumono dal numero degli iscritti all'Ente di previdenza, passato in dieci anni, da circa ottomila ad oltre cinquantamila. La libera professione, oggi, non è più una forma residuale di esercizio professionale, ma una delle modalità con cui esplicare le competenze proprie della nostra professione.

D: Consiglierebbe la libera professione ad un collega neolaureato?
R: Sicuramente si! Non è più indispensabile il passaggio preventivo a forme di esercizio subordinato. Il processo di qualificazione che la professione infermieristica ha vissuto nel suo complesso, grazie all'azione della Federazione Nazionale e di Enpapi, l'ha resa autonoma ed in grado di svincolarsi dalle subalternità che, i passato, l'avevano, di contro, resa troppo dipendente da altre professioni.

D: Che caratteristiche deve possedere un libero professionista di successo?
R: Deve essere consapevole delle proprie conoscenze, della propria forza professionale, deve soprattutto, capire che è anche attraverso di lui che passa il benessere psicofisico del malato. Deve, inoltre, essere orientato a porre in essere quelle forme di risparmio previdenziale che gli consentiranno, in futuro, di poter disporre di una pensione adeguata.

D: Secondo lei per quale motivo il sogno dei colleghi più giovani rimane tutt'oggi un contratto da dipendente?
R: Non riesco a comprenderlo. Oggi il posto fisso, di fatto, non esiste più. Molte cose sono cambiate dall'inizio della crisi nel 2007 e credo molte ne cambieranno. Una delle ragioni potrebbe risiedere nella circostanza che, durante il corso di studi, si dá ancora un'impostazione orientata verso l'esercizio subordinato. Enpapi, sotto questo profilo, cerca di dare il proprio contributo, rendendosi disponibile a partecipare ad incontri formativi indirizzati agli studenti del terzo anno del corso di laurea in infermieristica, per parlare dei risvolti previdenziali dell'attività libero-professionale.

D: Com'è iniziato invece il suo percorso all'interno di Enpapi?
R: Ho iniziato come Presidente del Collegio dei Sindaci, l'Organo di controllo, nel primissimo mandato istituzionale, dal 2000 al 2002. Successivamente ho assunto la presidenza dell'Ente.

D: Enpapi è soprattutto un ente di previdenza: come supporta i giovani liberi professionisti?
R: L'Ente è consapevole delle gravi difficoltà in cui versano i giovani professionisti, in un momento come questo, contrassegnato da una grave crisi economica, di cui solo oggi si comincia a vede qualche timido spiraglio.
Il supporto viene offerto: - sotto il profilo contributivo, attraverso riduzioni del minimo soggettivo per i professionisti con età inferiore ai trenta anni e per i primi quattro anni di iscrizione per coloro che esercitino con partita IVA; - sotto il profilo degli interventi assistenziali, attraverso contributi per l'avvio dell'attività professionale.

D: Che sviluppi prevede per la libera professione?
R: La libera professione infermieristica proseguirà a svilupparsi, anche perché sarà sempre maggiore la domanda di assistenza sul territorio. Il fenomeno si è già molto sviluppato negli ultimi anni, se si pensa che solo dieci anni fa i liberi professionisti infermieri costituivano meno del 3% del totale, oggi gli iscritti ad Enpapi sono oltre il 14% del totale degli iscritti agli Albi Ipasvi.
Enpapi, nel suo piccolo, attraverso il proprio ruolo di protezione sociale, concorrerà alla sua ulteriore crescita.

A nome del Collegio Ipasvi di Brescia, la ringraziamo per la disponibilità.

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