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GdB: Richiesta di rettifica a mezzo stampa. OSS NON INFERMIERE

In riferimento alla notizia Malasanità spudorata: l’infermiere gioca al pc il medico visita in nero pubblicata sulla pagina di testata del Giornale di Brescia di sabato 27 Ottobre 2018,
si richiede la rettifica delle affermazioni offensive per la professione infermieristica in essa contenute e la replica a mezzo stampa con la pubblicazione della seguente precisazione a norma dell'articolo 42 della legge 416/1981.

Rispetto a quanto accaduto, ovvero il filmato di un operatore in turno presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Mellino Mellini di Chiari impegnato in un videogioco e che non risponde e rifiuta una chiamata schiacciando un tasto, non è stato un infermiere a compiere l’atto, ma un operatore sociosanitario (OSS). Gli infermieri non sono operatori sociosanitari (OSS) e questa imprecisione genera confusione e danneggia la nostra categoria professionale. Accade ormai troppo spesso che i giornali, per rendere più appetibile una notizia, utilizzino in modo improprio la qualifica di infermiere per connotare altre figure che con questa nulla hanno a che fare: riferendosi agli ospedali e all’assistenza sanitaria in genere o si parla di medici o di infermieri.

L’infermiere è il professionista laureato con laurea triennale che si occupa dell’assistenza al paziente e gli dà supporto nell’esecuzione della terapia e sostegno per innalzare dal punto di vista clinico la sua qualità di vita, accrescere le possibilità di guarigione e di benessere, creare un ambiente che aiuti a diminuire la sofferenza e il deterioramento anche grazie a un ruolo di educazione sanitaria.

L’operatore sociosanitario (Oss) è invece una figura che sostituisce il “vecchio” infermiere generico, non è una professione sanitaria e, avendo caratteristiche specifiche di ausiliarietà all'ambito assistenziale, nello svolgimento della sua attività non ha discrezionalità e si attiene alle indicazioni e prescrizioni dell'infermiere o del professionista sanitario con cui collabora. Il suo compito è di svolgere attività che aiutino le persone a soddisfare i bisogni di base (mangiare, lavare, vestire, movimentazioni ecc.).

E’ evidente quindi il danno di immagine per la professione infermieristica, apprezzata e ben conosciuta non certo in questa forma dai pazienti che, per garantire dignità alla loro vita di tutti i giorni, si rivolgono all'infermiere e non certo ad altre figure che con questo nulla hanno a che fare. Richiesta di rettifica